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L’ ANNUNCIAZIONE di Padre Alfredo omi

L’ ANNUNCIAZIONE di Padre Alfredo omi

L’ ANNUNCIAZIONE di Padre Alfredo omi

Premessa
8 DICEMBRE 2007

Ricorre quest’anno il 150° anniversario delle apparizioni della Madonna a Bernadette. Oggi saranno migliaia e migliaia le persone presenti a Lourdes all’inaugurazione dell’anno giubilare, la gran parte di noi resta a casa, ma non per questo non si unisce alla gioia di tutti per il dono che il cielo ci ha fatto attraverso Maria. Padre Alfredo Feretti, Assistente spirituale delle briciole, è stato chiamato là per parlare del parallelo fra Lourdes e Loreto. Mi ha mandato il testo, che è a dir poco meraviglioso per quello che ci fa scoprire e capire parlando dei due avvenimenti. Ne trascrivo solo due paragrafi, ma penso che a poco a poco, conosceremo tutto il resto.

Intanto chi volesse partecipare con qualche suo esempio o parallelo, è benvenuto, basta ciccare su “contatti” e la posta arriva.
Buona lettura.
Carla!

Annunciazione

L’ANNUNCIAZIONE

Dio ha scelto la periferia dell’impero Romano, una giovane sconosciuta, in una città altrettanto sconosciuta.
Le apparizioni avvengono, anche qui, alla periferia di un impero, alla periferia di una cittadina pirenaica, alla Grotta di Massabielle, la grotta dei maiali, dove nessuno avrebbe investito una vita e dove chi vi andava non aveva volto, importanza, non contava nel consesso della vita cittadina.

Dio si è incamminato verso là da dove noi fuggiamo, là dove noi non vorremmo mai essere: se, come dice Paolo, Dio abita una luce inaccessibile, ha deciso di abitare anche le piaghe del povero Lazzaro, delle turbe di Lazzari che premono alle porte dell’Occidente. Dio sceglie coloro che nessuno sceglie. Quando gli uomini dicono “perduto”, Dio dice “trovato”; quando dicono “condannato”, egli dice “salvato”; quando gli uomini dicono “abbietto” Dio esclama “beato”.

annunciazioneAnche Gesù comincia la sua missione dalla periferia: sono venuto per annunciare la buona notizia ai poveri, per proclamare la libertà ai prigionieri, ai ciechi la vista, agli oppressi la liberazione, ad annunciare l’anno di grazia del Signore. Povero, cieco, oppresso, prigioniero: Adamo è diventato così. Per questo Dio si fa Adamo, perché la storia non generi più uomini così, perché ogni uomo diventi libero, luminoso, veggente, pienamente vivo. Perché ogni uomo sia finalmente promosso a uomo.

Per Dio il centro è ai margini, il pastore buono cammina ancora attraverso la valle oscura. Raccoglie tutte le lacrime nel suo otre e le scrive ad una ad una sul suo libro. Non lascia che neppure una sia perduta. Dio è incamminato verso le frontiere del cuore. Dove il cuore si scolora nella mancanza di speranza, nella paura che ci rende mediocri nell’amore, nel dolore del tradimento, nell’ansia di qualcuno di cui fidarsi, nell’attesa di poter essere disarmato e vulnerabile senza il timore di essere adoperato. Incontra me, povero ma incamminato, caduto ma incamminato.

Gesù non convoca eroi nel suo regno, ma uomini veri e donne vere (Bernadette). Non si rivolge ai migliori o ai più puri tra noi, ma a peccatori e pubblicani, a rocce che poi si sono sbriciolate. A gente dalla spada facile e dalla bugia pronta, a una donna che aveva sette demoni, a pescatori che non sanno leggere: si rivolge a gente come me. La mia debolezza non è un impedimento ma un’occasione per il Signore…Ricoeur scrive: la speranza viene a noi vestita di stracci perché noi le confezioniamo un abito nuovo.

CONCLUSIONE

Cos’altro è la storia delle apparizioni del santuario di Lourdes se non un appello al Vangelo? La Vergine Maria ha ripetuto a kBernadette l’invito evangelico alla conversione.

E che altro è Loreto se non una pagina sempre aperta del vangelo? Qui è stata detta per sempre dalla Vergine Maria quella parola che è l’invito discreto ma forte che si alza da Lourdes e che si rivolge al cuore di ogni uomo sollecitando una risposta generosa e libera: Eccomi, sono la Serva del Signore; sia fatto di me secondo la tua parola.

Vorrei terminare con una citazione.

Mi sono imbattuto (ma non è un caso) nel libro di uno scrittore italiano Erri de Luca In nome della Madre. E’ la storia appassionata e struggente di Miriam, un’adolescente a cui la Vita ha strappato all’improvviso un copione prestabilito e l’ha proiettata nella fantasia dell’Amore di un Dio che non attende altro che la disponibilità del cuore umano per gonfiarlo, come fa il vento con una vela, e spingerlo in alto mare dove ci si può fidare delle stelle, e dove più che scrutare l’orizzonte si deve guardare sempre in alto.

E in uno dei dialoghi, intessuti di calda e vera umanità tra Miriam e Iosef, brilla, tra le tante, un’intuizione di rara bellezza.

Miriam, sai cos’è la grazia?” “Non di preciso”, risposi.

Non è un’andatura attraente, non è il portamento elevato di certe nostre donne bene in mostra. E’ la forza sovrumana di affrontare il mondo da soli, senza sforzo, sfidarlo a duello tutto intero senza neanche spettinarsi. Non è femminile, è dote di profeti. E’ un dono e tu l’hai avuto. Chi lo possiede è affrancato da ogni timore. L’ho visto su di te la sera dell’incontro (= l’annunciazione) e da allora l’hai addosso. Tu sei piena di grazia. Intorno a te c’è una barriera di grazia, una fortezza. Tu la spargi, Miriam: pure su di me”.

Erano parole da meritarsi abbracci. Restammo sdraiati senza una carezza. Ci pensai un poco e risposi per gioco: “Tu sei innamorato cotto, Iosef”.

Se questo è avvenuto a Nazareth-Loreto, potrei dire questo di Bernadette Soubirous a Lourdes: donna che è stata investita dalla grazia fino a renderla, nella sua risposta libera, capace di stare di fronte al mondo con la forza e la delicatezza di un profeta.

Padre Alfredo Feretti OMI

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