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Eccomi Signore, manda me…

Eccomi Signore, manda me…

MICHELA 1985

Tutta accaldata, stanca, zoppicante e ansimante, è venuta Michela a prendere l’audio cassetta del pellegrinaggio, (avevo cominciato nel 1973 a registrare i pellegrinaggi, a poco a poco, tutti desideravano tale vivo ricordo) e ha voluto anche tutte quelle degli anni precedenti, perché è quasi cieca e questo mezzo le è di aiuto per pregare, distrarsi, sentirsi vicina a tanti amici e trascorrere ore di svago.E’ piccola, cammina a fatica per i vari interventi chirurgici subiti ai femori, presto dovrà essere operata anche agli occhi, eppure alle nove del mattino è già in giro per la città. E’ venuta da me, prima di andare all’ospedale S. Martino a pulire, cambiare e imboccare un’ammalata grave, che non ha nessuno, è sola…Michela è diventata il suo angelo; dopo, se farà in tempo, andrà anche al Gaslini dove ha tanti altri piccoli ammalati che assiste perché soli e lontani dal loro paese e dalla loro famiglia.
Le chiedo, vedendo che fa tanta fatica a sedersi e poi ad alzarsi dalla sedia, “ma come fai a salire e scendere dagli autobus con quei gradini così alti e senza appoggio; come fai a trovare il tempo per tutto nonostante la famiglia e la poca salute che hai?”. Mi risponde che si alza molto presto e “con l’aiuto di Dio che mi dona il tempo, questo po’ di forza e questo briciolo di vista, cerco di aiutare chi sta peggio di me. Faccio solo la volontà di Dio”.
Uscendo da casa mia, riprende il suo fazzolettone, lo annoda ai quattro angoli così le funge da borsa; dentro ha un po’ di tutto, anche il profumo e qualche dolcetto, e tutta zoppicante e gioiosa va a donare, insieme a queste cose, il suo servizio d’amore che solo Dio vede e conosce nella sua pienezza. Dio conta i suoi passi e i battiti del suo cuore. Questa è vita ed è la concretezza della sua risposta a Lourdes, quando davanti alla Grotta promise:“Eccomi, Signore: manda me”.
(ora Michela è in Paradiso a lodare eternamente Dio)

CORINNA

Una pellegrina di settant’anni, Corinna, è venuta anche lei per prendere l’audio cassetta del pellegrinaggio. Mi ha chiesto il numero di telefono del Parroco della chiesa del Cottolengo, perché mi ha detto: “So che ha tanto bisogno di aiuto per gli ammalati ricoverati al Don Orione, ed io voglio essere una di quelle che vanno ad aiutarlo. Sono vecchia, durante la settimana devo badare a tre nipotini turbolenti che mi fanno ammattire, ma il sabato e la domenica ho un po’ di tempo e posso andare ad aiutare”. Così Corinna il suo tempo di riposo, lo dedica a chi di riposo e vacanza non ne gode mai, perché la malattia non concede né ferie, né riposo.
Ecco un’altra risposta, un altro “eccomi Signore: manda me”.
Rispondere con la vita vale molto di più di tante parole e promesse. Rispondere con la vita è un modo di parlare che tutti sentono, anche i sordi, che tutti vedono, anche i ciechi a cui tutti credono, anche gli atei. Davanti a queste risposte nessuno rimane indifferente. Il mondo cambierebbe, se di Corinne e Michela ce ne sono tante, cambierebbe, se cambio io per prima.

briciola di maggio

Quelle di Michela e diCorinna sono risposte di persone che ho incontrato a Lourdes, ma quante altre persone ci sono, conosciute solo da Dio,  semplici, umili, povere, disponibili, che ritengono un onore aiutare i deboli, servire i poveri, far sorridere i tristi, non si notano, passano come un soffio d’aria fresca e profumata di primavera e ridonano vita; sono anime nelle quali la grazia di Dio cresce e lavora, perché trova il terreno fertile, adatto,  che fa nascere i fiori anche nel pantano, sulla roccia o fra i sassi,perché ricco del concime dell’umiltà, dell’amore, dello spirito d’infanzia e di fede. Sono persone che a Lourdes hanno detto il loro SI’ e l’hanno detto insieme a quello di Maria, senza titubanze. Grazie perché ci siete.

Carla Z.

Pubblicato nel mio libretto: Grazie Mamma, che non è in vendita, chi lo desidera può chiedermelo per e-mail che è nei “contatti” del sito o per posta normale:  Carla Zichetti Via Lagustena  146-14 – 16131 Genova 

P.S. Se qualcuno ha un’esperienza o una testimonianza positiva da raccontare ce la faccia conoscere. La lucerna perché possa illuminare occorre metterla in alto perché tutti ne godano lo splendore, anche questa è carità, amore vero.

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