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Angeli Santi e… Peccatori…Angeli della Speranza

Angeli Santi e… Peccatori…Angeli della Speranza

Angeli Santi e… Peccatori…Angeli della Speranza

briciola di febbraio

PER TE, CARISSIMA CARLA!!!
…e io aggiungo, per ogni briciola che si fa pane del Signore e sono tante quelle che vivono lasciandosi “mangiare” per amore: Ignazio, Maria B. Rosalia, Salvatore, Luciano, Nicolò, Marianna e…

Mia carissima amica e sorella e madre e figlia e nonna nel Signore, dolce carezza del mio cuore, ti ringrazio per il tuo essere così fragile e così debole eppure così forte e fedele nel Signore.
Tu mi mostri ogni giorno la grandezza di Dio, mi mostri come Dio non abbandona i suoi eletti, mi mostri che non bisogna aver paura di rimanere soli, anziani e poveri, perché Dio, Padre Buono, si occupa di noi mandando i suoi angeli, a volte in forma umana, come i medici che sono venuti in piena notte a soccorrerti urgentemente per poi accompagnarti al Pronto Soccorso o come le tue vicine di condominio, così attente, generose e amorevoli con te.

MI MOSTRI che seppur ci offriamo vittime d’amore, DIO  non ci prova mai oltre le nostre forze, oltre quel che umanamente possiamo, mi mostri il tenero amore Paterno e Materno di Dio che, anche se a volte è nascosto nel buio della notte, è sempre pronto a riprenderci per non farci cadere e non farci fare troppo male.
Quando penso a questo mi viene sempre in mente un’immagine di me e mio figlio Giuseppe, un’immagine di quando il mio piccolino iniziava a fare i primi passi. Sapevo che se fosse caduto in quel momento avrebbe poi faticato molto ad avere tanta fiducia da riprovarci subito e così, conoscendo la mia schiena mal ridotta, lo avevo “imbrigliato” (gli avevo messo le bretelle). Lo lasciavo libero di gattonare dove voleva, ma quando lo vedevo in difficoltà, quando inciampava e rischiava di cadere a faccia avanti sul pavimento, allora correvo e tenevo salda la briglia. Lasciavo arrivare il suo viso a pochi centimetri dal pavimento per fargli comprendere che quel passo sbagliato lo avrebbe portato a farsi male, ma non gli permettevo di sbattere il viso in terra. E lui riprendeva subito il suo cammino, fiducioso, perché cosciente di non essere solo e sicuro del mio sostegno nella difficoltà. Ecco la fiducia che dobbiamo avere in Dio, che tu mi  mostri ogni giorno, anche quando ti pare di averla perduta.

MI MOSTRI come il Padre, seppur sei stata privata di tanti amori umani, di tanti legami di sangue o di fede, di un tetto e di un luogo sacro e sicuro come poteva essere il tuo convento, privata della salute…non ti ha mai abbandonata, anzi, ti ha dato un compito più grande e una protezione più forte di quattro mura, più forte del sostegno e dell’amore di tante consorelle, più forte addirittura della malattia e della morte… ti ha dato SE STESSO ed una miriade di angeli, “angeli” santi, “angeli” peccatori come sono anch’ io, come tante altre briciole che, pur attaccate a quel Pane Celeste e cercando di vivere la propria vita nell’Amore e nella fedeltà al Signore, restano piene della loro fragilità umana, angeli veri che ti sono accanto nelle difficoltà e nelle sofferenze come lo furono accanto al Figlio, il Primo, l’Unigenito, il Salvatore… Dio! E mi mostri quante cose si possono fare, quanto amore si possa dare anche da un letto o dalla camera di una casa qualunque, divenuta santuario e tabernacolo.
Ti scrivo oggi per dirti ancora una volta: “ti voglio bene, sei nel mio cuore”  dove ti ha messo il Signore, dove ci hanno fatte incontrare Luca (il mio angelo in cielo) e Maria Santissima, nostra madre, (nell’ufficio di Padre Marcello a Loreto, mentre gli stavi consegnando la foto dell’incontro delle briciole nel 2007, ricordi?),  ti sono vicina con tanto amore e vorrei tanto potertelo far sentire, vorrei potertelo dimostrare più di quanto mi è possibile… e ringrazio Dio per averti fatta dono per noi, per tantissimi noi, ed esempio vivo del Suo Amore. Vedrai che LUI ti darà tanto materiale per il libretto di quest’anno, la premessa che hai vissuto, proprio alla vigilia del tuo lavoro, è un SUO SEGNO, vedrai che sarà più corposo e bello di sempre! Continua a confidare in Lui… vedrai, non resterai delusa.
Dio ti benedica! Ti voglio tanto bene. Loredana L.  MC

briciola di febbraio

PS. IL FATTO. La sera del 16 gennaio 2011 mentre stavo guardando la Tv  cominciai a sentire dolore al petto, speravo passasse, come era successo altre volte, invece no. Chiamai Anna Maria, una delle mie vicine di casa, amiche, sorelle, madri…ma alle 23,30  il male era diventato insopportabile, avevo paura, allora, con un fil di voce, chiamai il cardiologo Dr. Camerini, che lavora in un ospedale cittadino: “Sto male” e gli spiegai cosa sentivo. Mi rispose “Vengo subito, mi ripeta il suo indirizzo”. Arrivò insieme a sua moglie Monica e chiamò anche  il Prof. Henriquet (nella foto), che conosce bene tutta la mia storia clinica e mi segue da 6 anni mi cura con l’attenzione, la preoccupazione e  l’affetto di un fratello, di un vero amico. Solo la loro presenza mi ha dato sicurezza e mi ha un po’ tranquillizzata.
Dopo l’elettrocardiogramma il cardiologo chiamò il 118, mi accompagnò al Pronto Soccorso ed entrò in sala medica con  me. Il seguito poi si svolse come richiedeva la situazione e fui ricoverata.
Ancora adesso rifletto su questo fatto – quasi straordinario al giorno d’oggi. In piena notte, con una telefonata,  questi medici sono venuti subito, senza consigliarmi di chiamare il 118, come avrebbero risposto molti altri.
Sono medici che hanno sintonizzato l’orario della loro professione su una tabella bianca, personale, unica, sulla quale di volta in volta appare luminosa una richiesta d’aiuto urgente dalla persona che soffre. E loro rispondono come seguissero una “stella”.
Sono medici che non guardano l’orologio o la parcella più o meno ricca da ricevere per la loro prestazione come si fa con l’idraulico, sono medici che meritano davvero tale nome, senza alcun altro titolo onorifico. Basta quello, che testimonia la fedeltà a quel giuramento che hanno fatto all’inizio della loro carriera. Ma, ahimè, ce ne sono pochi al giorno d’oggi, di  medici così.
Grazie agli  “angeli della notte” che mi hanno aiutata, e grazie ad Anna Maria. Se in ogni condominio ci fosse più fratellanza e amicizia, la persone sole non sarebbero mai sole, come non mi sono mai sentita sola io in 44 anni di vita vissuta in questa casa.
Il più bell’augurio che posso fare  agli ammalati, agli anziani e a ogni famiglia che vive situazioni difficili, è quello di incontrare nella loro vita persone amiche e disponibili sempre, e medici-angeli della speranza, come li ho incontrati io – fra essi innanzi tutto il mio caro Dr. Romagnoli avuto per quasi 50 anni, sempre pronto di giorno, di notte e tuttora presente col suo interessamento (pur ammettendo che ho incontrato spesso anche il rovescio della medaglia, ho sofferto e pianto  tanto per questo).
I medici di cui ho parlato sono medici che, nonostante l’impegno e la fatica, sono contenti, perché solo nel dare si trova la gioia. Con amicizia   Carla Zichetti

C’è qualcuno che mi vuol raccontare una bella esperienza di “angeli della speranza?”.
Grazie a chi me li farà conoscere, farà un dono a tutti.

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