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LETTERA DI NATALE

La lettera per il Natale 2007 è in formato pdf.

Come tutti gli anni è bella e articolata e allora per far sì che possa essere letta dal maggior numero di persone, ho pensato di trasformarla in questo formato (pdf) "universale".

Per leggerla e stamparla clicca qui.
Buon Natale a tutti anche dal webmaster Antonio

Se qualcuno vuole leggersi la lettera dell'anno scorso la trova qui sotto...

Carissima e preziosa briciola del Pane del Signore
è il 15 agosto, festa dell'Assunzione di Maria, comincio oggi la lettera di Natale, e chiedo aiuto a tutte le "briciole che sono in cielo a far festa con Maria" perché mi suggeriscano ciò che ognuna di loro, che già gode dell'eterna gioia, vorrebbe dire a noi, a te.

Comincio con alcune testimonianze di amici.Mi ha telefonato da Mazara del Vallo TP, Enrico, di ritorno dall'incontro delle briciole Lettera di natalea Loreto. "Pensa Carla, abbiamo fatto io, mia moglie e Maria, 50 ore di viaggio per venire a Loreto e siamo stati a Loreto 48 ore, ma sono bastate per riempirci di felicità e tornare diversi, pieni di Dio. Saremmo venuti anche se occorrevano 100 ore di viaggio. E' stato un incontro stupendo, ci ha cambiato la vita".

"Caro Enrico, Dio non delude mai, non misura tempo e spazio per rispondere a chi lo accoglie; gli basta un "sì"un attimo e tutto cambia "per quel sì" detto con fede.

Andrè Frossard nel libro "Dio esiste, io l'ho incontrato" scrive la sua conversione.

"Entrato alle cinque e dieci d'un pomeriggio in una Cappella del quartiere latino di Parigi per cercare un amico, ne sono uscito alle cinque e un quarto in compagnia di un'amicizia che non era di questa terra. ...il mio sguardo si ferma sulla seconda candela che brucia a sinistra della croce. Non sulla prima né sulla terza, sulla seconda. E d'improvviso, si scatena in me la serie di prodigi la cui inesorabile violenza smantellerà in un istante l'essere assurdo che sono, per far nascere il ragazzo stupefatto che non sono mai stato. Entrato scettico, ateo e di estrema sinistra, anzi, più ancora che scettico e ateo, indifferente - ne sono uscito qualche minuto dopo - cattolico, apostolico, romano -trascinato, sollevato, ripreso, risucchiato dall'onda di una gioia inestinguibile.

Dio sa come, quando e dove rivelarsi...questo può avvenire ovunque, in ogni luogo c'è Dio che ci aspetta, e sono felice per tutti quelli che a Loreto lo hanno incontrato e sentito. A me è successo appena sono entrata nella "santa casa" il 20 giugno scorso. Mentre guardavo la statua di Maria, mi sono balenate alle mente, come un lampo, queste parole.

"Voi siete miei amici, SE farete ciò che io vi comando.
Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati"
E così ho pensato che è nella realizzazione di quel SE, la prova della nostra fede.

SE rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato.
SE io, Signore e Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi l'un l'altro.
SE uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e prenderemo dimora in lui.

Sono le considerazioni che ho trasmesso agli amici a Loreto ed ora le trasmetto anche a te: in quei SE realizzati positivamente, c'è la fede, la speranza, l'amore, il perdono, la misericordia, la condivisione, c'è l'amicizia con Dio, la certezza di possederlo e di essere suoi prediletti.

Qui di seguito ti riporto due fatti che confermano che, in chi vive quel "siete miei amici SE...farete ciò che io vi comando) si realizza anche l'altra promessa di Gesù a chi lo segue. "voglio che la mia gioia sia in voi e che la vostra gioia sia piena".

Loreto. luglio 2006. All'incontro delle "briciole" a Loreto è venuta in treno, dalla provincia di Bari un'amica, nell'intervallo fra una chemioterapia e l'altra, con tutti gli effetti collaterali che comporta. E' venuta sostenuta dalla forza della fede e dell'amore, ha accompagnato l'amica in carrozzella. Mi ha detto: "Sai Carla, avevo poca forza per gli effetti collaterali della chemio, non stavo bene in piedi, ma mentre mi appoggiavo alle maniglie della carrozzella di Giuseppina per spingerla, mi sentivo sicura perchè quelle maniglie mi facevano da girello così stavo in equilibrio e non sentivo la fatica. Io spingevo Giuseppina e Giuseppina aiutava me, anche senza saperlo. Quanta forza ci viene dall'amore e che gioia !!!".

Agosto 2006. Rosy è tornata a casa con una notizia sconvolgente, ha l'epatite C in fase avanzata. Ha confidato a suo fratello Francesco la sua pena. Lui, abbracciandola, le ha risposto con parole che solo un amore totale, generoso, disinteressato, può dettare, parole che sono vita e speranza, per chi, come Rosy, si sente colpito da un fulmine e ha paura di restare solo: "Ci divideremo questa malattia a metà e la porteremo insieme. L'unico vantaggio, se si può parlare di vantaggio, è che sarò io a curarti e coccolarti". Rosy non è sola, c'è Francesco, ed è questo che conta, perché vivere vuol dire, faticare e soffrire insieme, sperare insieme, gioire insieme; soli, ci sentiamo come perduti in un deserto o naufraghi in un mare in tempesta senza salvagente o scialuppa…insieme, uniti dal vincolo di un'amicizia sincera che condivide il peso e la fatica, tutto diventa facile e ci si sorprende a sorridere ancora, nonostante le lacrime. Anche Gesù ai suoi amici (e lo sei anche tu) ha voluto assicurare che non li lasciava soli nella prova, che avrebbe mandato loro il "Consolatore", che non li avrebbe abbandonati mai: "Non temete, sarò sempre con voi". Questo "LUI con noi" possiamo esserlo ciascuna di noi per l'altro, quello che ci è vicino e che ha fame di amore, bisogno di fraterno aiuto.

"CHE NESSUNO RESTI SOLO PER CAUSA MIA"

E' questa la mia preghiera e, spero, anche la tua. Dio, che ben conosce l'animo umano, sa che da soli non possiamo vivere, che abbiamo bisogno di chi ci sostenga, che non possiamo vivere senza amare e senza sentirci amati. Questo è Vangelo vissuto, solo questo rende credibile la nostra fede, "infatti la fede senza la carità è morta e non può salvare nessuno". (Mons. Comastri

"CHE NESSUNO RESTI SOLO PER CAUSA MIA"

Basterebbe questo proposito per cambiare la vita mia, la tua e quella di chi ci sta accanto. Vogliamo cominciare insieme da adesso? Anche solo con una telefonata, una cartolina, un favore fatto senza esserne richiesto, fare compagnia a chi è solo, portare a fare una passeggiata chi non la fa mai perché non c'è chi l'accompagna e non fa questa proposta, andare insieme dalla parrucchiera…e tante altre piccole e importanti attenzioni e delicatezze che l'amore, quando è vero, intuisce, previene e realizza con semplicità, generosità e nel silenzio, non lo dice in piazza, perché non è rispettoso farlo, non pretende riconoscimenti e onori, l'amore è amore e basta, ed è già ricompensa a se stesso per la gioia che procura a chi lo dona, come Gesù ci ha insegnato e... comandato.

Qui di seguito, troverai un breve programma che ho scritto in primavera, insieme a Carlotta e Sandro, in vista della istituzione dell'Associazione "Briciole di speranza" che è avvenuta nell'incontro a Loreto, perché ciò che da alcuni anni ho cominciato con l'aiuto di Dio, possa continuare nel tempo, anche quando non ci sarò più. Questo programma è stato visto e approvato da Mons. Comastri, del quale ti allego alcuni brani del testo di "benvenuto" alle briciole, mandato da lui e trasmesso in video a Loreto. Inoltre ti faccio conoscere gli amici che già mi aiutano, pur abitando lontani e che, a poco a poco, si prenderanno cura dell'Associazione per continuarla. Essi sono:

Carlotta di Parma, Sandro di Bologna ed Ettore di Matera. Carlotta viene una volta al mese da Parma, Sandro viene con lei, quando i suoi impegni parrocchiali e familiari glielo permettono, Ettore è in contatto telefonico e viene ogni anno ad accompagnarmi a Lourdes. All'incontro di Loreto sono stati provvidenziali e indispensabili tutti e tre. Senza di loro l'incontro sarebbe rimasto un sogno, ma al Signore tutto è possibile. Gesù ha detto che se avremo fede quanto un granello di senape (il più piccolo dei semi) sposteremo anche le montagne. A Loreto si è verificato questo, ma si verifica anche in ogni luogo, dove si ama, si perdona, dove il dolore è trattato come cosa sacra, divina e così ogni persona che soffre diventa altare, santuario, tabernacolo e, come tale, è trattato, cercato, amato. Ti lascio con un pensiero di Don Oreste Benzi al compimento dei suoi 80 anni: "Sono convinto che il Signore ha un progetto per ognuno di noi e io ho tentato solo di accoglierlo sempre. Ho cercato di non perdere mai la "coincidenza" con Dio che viene. Per questo ti auguro che ad ogni SE di Gesù, tu risponda con dei SI' e di non perdere mai la coincidenza con Lui.

Buon Natale

Carla

Se vuoi ascoltare l'inno delle Briciole devi scaricare il file di circa 26000 Kbyte (2,6 Mbyte) cliccando qui.